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Manifestazione per la sanità pubblica, l’adesione di Articolo Uno

 

Sabato 22 ottobre si terrà a Perugia una manifestazione per la sanità pubblica promossa da Cgil e Uil. Quello che segue è il documento di adesione all’iniziativa da parte di Articolo Uno

Dopo tre anni dall’insediamento in Regione della destra leghista con la presidente Tesei e l’assessore Coletto, la sanità in Umbria è stata ridotta in una condizione di dissesto totale. Dissesto sul piano economico-finanziario, lo hanno dovuto riconoscere gli stessi vertici regionali, e dissesto dei servizi con il progressivo e drammatico smantellamento delle strutture e la riduzione e precarizzazione del personale. Il fine evidente che viene perseguito è quello di favorire il ricorso al privato da parte dei cittadini che se lo possono permettere, mentre gli altri dovranno rinunciare a curarsi. Non importa se così facendo si aumentano le disuguaglianze e si disconoscono i principi costituzionali. La coppia Tesei-Coletto è solo capace di dare la colpa a qualcun altro: a “quelli di prima” – ma loro oramai sono al governo della regione da tre anni durante i quali la situazione è ulteriormente peggiorata – oppure al Covid, ma il Covid c’è stato dappertutto non solo in Umbria.

Gli atti recentemente assunti dalla Regione (il Piano sanitario regionale, la delibera sul “Piano di efficientamento e razionalizzazione della rete ospedaliera”, la lettera ai direttori delle aziende sanitarie e ospedaliere sulla “Razionalizzazione della spesa farmaceutica”), da un lato confermano la incapacità amministrativa della Regione, dall’altro individuano nei tagli e nella riduzione dei servizi (non inganni il termine “razionalizzazione”) gli unici interventi di cui sono capaci per tamponare le falle create, continuando nella spirale verso lo smantellamento e la desertificazione definitiva del Servizio sanitario regionale.

La situazione non è più accettabile. I cittadini vivono quotidianamente il disastro della sanità sulla propria pelle. Non si può più aspettare. Noi di Articolo UNO sosteniamo: la salute come bene pubblico fondamentale e diritto universale da garantire e tutelare; il primato del sistema sanitario pubblico che non è un costo, ma un investimento; la sanità di prossimità come nuovo paradigma di una sanità che va dal cittadino e non viceversa; l’eguaglianza e l’equità nell’accesso ai servizi e alle cure garantita in ogni ambito territoriale per tutti i cittadini; il personale del Sistema sanitario pubblico quale risorsa primaria, da allocare stabilmente in quantità e qualità, da selezionare per merito e con trasparenza, da formare e qualificare costantemente, da arricchire con eccellenze; un ruolo della sanità privata esclusivamente sussidiario e complementare al Sistema sanitario pubblico, attraverso regole di accreditamento chiare e qualificate e un sistema di convenzionamento equilibrato, nelle dimensioni e nei valori economici, e trasparente.

Negli ultimi tre anni, con l’azione del ministro della Salute Speranza, nostro segretario nazionale, abbiamo agito per questi obbiettivi, allocando risorse (incremento del Fondo sanitario nazionale dopo un decennio di riduzione, circa 20 miliardi del PNRR per la missione Sanità), aprendo il percorso di specializzazione per migliaia di nuovi medici, approvando una riforma strutturale della sanità territoriale come cardine del servizio sanitario.

Ci troviamo in piena sintonia con la piattaforma alla base della manifestazione del 22 ottobre prossimo promossa dalla Cgil e dalla Uil dell’Umbria e che sosterremo con tutto l’impegno dei nostri iscritti e militanti. Auspichiamo anche che la manifestazione sia una tappa chiave di un percorso che possa proseguire con un’azione forte e cooperativa per riaffermare il modello costituzionale della sanità pubblica e universale e per costruire proposte e soluzioni alternative, al fine rilanciare il Servizio sanitario regionale dell’Umbria, fino al 2018 riferimento di eccellenza nazionale, come meritano sia tutti gli operatori sanitari e soprattutto i cittadini della nostra regione. Auspichiamo anche che si possa costituire una forma stabile di cooperazione ed elaborazione comune (consulta per la sanità pubblica regionale), cui possano partecipare, nel pieno rispetto dei diversi ruoli e autonomie, le organizzazioni sindacali, le associazioni dei vari settori coinvolti e le formazioni politiche. Ribadiamo il nostro pieno sostegno alla manifestazione e l’impegno nel proseguire l’azione comune per mettere fine al declino della sanità regionale e porre le basi per un radicale cambiamento e rinnovamento che torni a porre al centro la salute come “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.

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