Il Bosco delle Sette Valli, nel comune di Marsciano, in provincia di Perugia
Temi

La raccolta fondi per salvare il Bosco delle Sette Valli

 

Acquistare un’area boschiva per lasciare che cresca senza alcun intervento: è una delle innumerevoli azioni concrete per salvaguardare ambiente e clima. Accade anche in Umbria, dove si sta rinforzando la campagna del Fondo forestale italiano per la raccolta dei fondi necessari a far uscire da ogni gioco economico il “Bosco delle Sette Valli”, novanta ettari situati a Migliano, frazione del comune di Marsciano, nella valle dove scorre il torrente Fersinone, affluente del fiume Nestore.

Dei 2.622 ettari di copertura forestale che costituiscono il patrimonio arboreo di Marsciano (il 16 per cento circa del territorio comunale) ce ne sono 90 di particolare pregio naturalistico: sono appunto quelli denominati “Bosco delle Sette Valli”, situato su un versante collinare che affianca il Fersinone per un tratto di poco più di due chilometri compresi tra il mulino Rotaprona e le pendici presso Migliano. L’attuale proprietario ha accettato di venderlo per un valore di 135 mila euro – dopo lunga trattativa e mediante regolare compromesso – al Fondo forestale italiano (Ffi), un soggetto del terzo settore costituitosi in fondazione proprio per acquisire superfici boscate e lasciarle alla loro libera evoluzione, senza tagli a scopo economico né altri interventi.

Il gruppo di persone che si sono attivate in Umbria per raggiungere l’obiettivo ha voluto dare una risposta concreta alle sollecitazioni emerse nel 2022 in occasione del secondo convegno nazionale del Fondo forestale italiano tenutosi a Perugia. Fino ad oggi è stata raccolta circa la metà della somma necessaria, e si stanno moltiplicando gli sforzi per raggiungere il traguardo: ogni occasione pubblica è utile per sollecitare la sottoscrizione di una quota e incentivare la sensibilità verso una causa il cui valore non può essere disconosciuto da chicchessia.

La campagna per il Bosco delle Sette Valli ha il merito di promuovere l’attenzione su tutta l’area attraversata dai poco meno di trenta chilometri del Fersinone, il cui bacino idrografico di 109 chilometri quadrati interessa i territori di cinque comuni: San Venanzo, Montegabbione, Piegaro, Marsciano, Parrano. La valle in cui scorre il torrente si presenta come una profonda e contorta gola rupestre quasi totalmente boscata, e ha come riferimenti il monte Piantarosa (presso Migliano) e l’altura di San Vito Castello (Comune di San Venanzo). Per un tratto il corso d’acqua fa da confine tra le province di Perugia e Terni. La presenza di sette piccoli fossi in forte pendenza che confluiscono nel Fersinone è stato il motivo della denominazione dell’omonimo sentiero, che collegava l’abitato di Migliano con il mulino Rotaprona (di cui è rimasto solo il rudere) azionato dalla forza motrice dell’acqua.

Quello della salvaguardia della copertura arborea e forestale è uno dei fronti più avanzati del movimento di opinione che vede nei cambiamenti climatici una delle minacce più pesanti per il futuro del pianeta.

La documentazione utile per conoscere l’iniziativa riguardante la raccolta fondi per l’acquisto del Bosco delle Sette Valli si può trovare a questo link.

Nella foto di copertina, le gole del Fersinone viste da Migliano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *