La Sala dei Notari di Perugia
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La Sala dei Notari ridotta a spogliatoio

 

In questi giorni mi è capitato in ben due occasioni di accompagnare casualmente persone per Perugia. Non avendo nemmeno avuto il tempo di pensare come organizzarmi, in entrambi i casi ho pensato di approfittare dell’occasione per far sentire quello che Capitini chiama «sentimento civile», di attizzare, anche se flebilmente, quel sentimento che dovrebbe legare a Perugia.

Il primo gruppo era composto da studenti di una scuola media di Passignano; partendo dalle scalette della Vaccara, dal Palazzo dei Priori, siamo andati verso il Monumento ai sempreterni martiri del XX Giugno. Con il secondo gruppo, seguendo il percorso dell’acquedotto medievale di Perugia dal Convento delle Clarisse in Porta sant’Angelo, siamo arrivati dove c’è (ora in copia) la Pietra della Giustizia, intorno alla Fontana di Piazza IV Novembre, per terminare alle stesse scalette della Vaccara davanti alla Sala dei Notari.

Una coincidenza non voluta questa delle scalette, ma mi ha fatto pensare che era molto simile il sentimento che il 20 giugno guidava i popolani di Perugia in difesa della libertà appena riconquistata e quello del Popolo che costruiva il libero Comune: con Siena e Firenze uno dei “tre comuni”.

Di questo desiderio di libertà la Sala dei Notari – prima si chiamava Sala del Popolo – è uno dei simboli più intensi perché in quella piazza coperta della città fino a tutto il secolo scorso tante volte, e nelle più diverse occasioni, si sono decisi i destini della comunità perugina. E credo che non sia un caso che sotto il governo dei Legati pontifici l’abbiano trasformata alzando fondelli per ricavarne stanze e rovinando gran parte degli affreschi, e che una volta riconquistata la libertà nell’Unità d’Italia si sia deciso di farla tornare a svolgere la sua funzione buttando giù i fondelli e affidandone il restauro a Matteo Tassi.

È per questo che nemmeno si doveva pensare che fosse possibile, anche se solo per un mese e mezzo, di chiuderla a cittadini e turisti ritirando su quel tipo di fondelli per ricavarne i camerini che verranno utilizzati per lo spettacolo di Capodanno che andrà in onda in diretta sulla Rai.

La Sala dei Notari uno spogliatoio, che vergogna!

Lo storico dell’arte Pietro Scarpellini diceva che «innanzi tutto c’è il quadro, poi tutto il resto». In questo caso prima di tutto c’era la Sala dei Notari, poi tutto il resto, vedendola, e torno a Scarpellini, con «occhi chiari, senza lenti deformanti». Invece non è stato così, la Sala dei Notari è stata guardata da sindaco, assessore alla Cultura, e maggioranza con sguardo deformato centrato sullo spettacolo di Capodanno, senza nemmeno pensare che a poche decine di metri c’è il Teatro comunale Morlacchi, con camerini e tanti ambienti da poter utilizzare. Favoriti in questo dal silenzio della città. Di solito si dice che il silenzio è assordante o complice o parlante o indifferente. In questo caso è stato solo silenzio e saliva dalle soprintendenze, dalle aule universitarie, dalle associazioni cittadine e di quartiere, dalla politica, dalle redazioni.

Si è anche sentita molto forte l’assenza della società civile e di un’opinione pubblica. Personalmente ricordo i post di Anna Schippa e Daniela Rosati, due donne. A dimostrazione che più che padri bisogna sentirsi madri di una città, e Perugia – la Sala dei Notari lo conferma – ha proprio bisogno di persone che siano materne nei suoi confronti.

Foto di Georges Jansoone da wikimedia commons

Un commento su “La Sala dei Notari ridotta a spogliatoio

  1. Ci sono città che vengono arricchite da proposte intelligenti e raffinate, come Gubbio che in questi giorni ha riempito il Palazzo dei Consoli con le macchine realizzate da grandi artigiani fiorentini sui disegni di Leonardo. La nostra città, oltre ad aver subito una costante trascuratezza e interventi devastanti, viene oggi offesa da decisioni e sperperi di danaro per un evento costoso e a mio avviso di scarsa qualità e rilevanza, con la pretesa di occupare spazi storici adibendoli a spogliatoi per gli “artisti” . È giusto e doveroso indignarsi per tanta ottusa protervia e per tanto spreco di risorse che vengono ovviamente distolte dalla vita culturale senza alcun rispetto per i cittadini. E uno spazio importante come la Sala dei Notari viene chiusa per un mese impedendo così a molti di svolgervi concerti ed eventi per tutto il periodo prenatalizio. E tutto questo dissipando i NOSTRI soldi. Peggio di così…

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