Memoriale della Shoah
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Con l’Isuc rischia di scomparire anche il Giorno della Memoria

 

Nel corso degli anni l’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea ha realizzato decine di iniziative che hanno tenuto accesi i riflettori sull’infamia della Shoah e costruito un ponte tra giovanissimi cittadini europei con un infaticabile lavoro di documentazione nelle scuole. L’agonia dell’istituto getta l’ombra dell’oblio su una pagina della nostra storia fondamentale da conoscere

Tra gli effetti collaterali dello stato d’agonia che la Giunta Tesei ha inflitto all’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea (Isuc) c’è anche la paralisi totale delle iniziative dedicate alla Giornata della Memoria che cade il 27 gennaio. Da una parte il Covid aveva già provveduto a cancellare, nel 2021, quasi tutte le attività in presenza di approfondimento sulla Shoah e le politiche naziste di sterminio. Il web ha fatto da scialuppa di salvataggio grazie ad un lavoro collettivo diventato un documentario, I Giusti dell’Umbria. Un vero e proprio “movimento culturale” vissuto migliaia di ragazzꭡ (con i loro docenti) a cui l’Isuc ha contribuito promuovendo un numero crescente di iniziative rivolte alle scuole grazie anche alla legge del 2000 istitutiva della Giornata. Un’attività che ha coinvolto, complessivamente, anche una settantina di stagistꭡ per il loro tirocinio universitario. Cronache Umbre vuol contribuire a non far scendere il velo dell’oblìo su questa attività meritoria ricostruendo questi primi 20 anni affollati di incontri con i testimoni, viaggi delle scolaresche ad Auschwitz (Oświęcim in lingua polacca). Il testo che segue si basa sulle informazioni forniteci da Dino Renato Nardelli, che nell’Isuc è stato per circa 25 anni animatore della sezione didattica insieme ad Alba Cavicchi.

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La memoria diventa motore di innovazione didattica

La Sezione didattica Isuc ha in questi anni offerto un contributo importante per l’innovazione metodologica dell’insegnamento della storia che ha coinvolto docenti italiani e, dal 2008, polacchi attraverso l’elaborazione di un modello per il Laboratorio di Storia sui documenti emerso dalle iniziative di formazione per docenti; un pacchetto di proposte avanzate alle scolaresche per la celebrazione del Giorno della Memoria. Nell’ultimo decennio sono statꭡ coinvoltꭡ, in media ogni anno, 450 ragazzꭡ delle Secondarie di primo e secondo grado. Nell’estate 2019 Assisi ha ospitato una Summer school di tre giorni (con 120 docenti da tutta Italia) organizzata da Isuc assieme all’Istituto nazionale per la storia del Movimento di liberazione in Italia (Insmli, intitolato a Ferruccio Parri) su La didattica della Shoah per una riflessione e un bilancio sui 20 anni del Giorno della memoria. La formazione dei/lle docenti ha avuto un ruolo centrale nell’attività centrata sulla Shoah: un lungo cammino, in cui alla progettualità con il territorio regionale (scuole, comuni, associazioni culturali) si è affiancato uno sforzo di elaborazione di modelli didattici e di materiali assieme a docenti italianꭡ e polacchꭡ.

L’Era del testimone

Nel quinquennio 2001-2006 la Sezione didattica dell’Isuc organizza nelle scuole vari incontri con i protagonisti delle vicende subìte da milioni di persone durante la Seconda guerra mondiale. Tra questi: Piero Terracina, Nedo Fiano, Pupa Garribba, Elisa Spromgel, Slomo Venezia. Determinante, oltre al coinvolgimento del corpo docente dei vari istituti, l’appoggio delle amministrazioni comunali: Gubbio, Spoleto, Città di Castello, Foligno, Nocera Umbra, Perugia, Terni, Città della Pieve, Orvieto. Il coinvolgimento dei testimoni venne elaborato nel corso di un serrato dibattito fra gli Istituti della Resistenza presenti in tutta Italia che interagivano con le sezioni didattiche dell’Insmli, a cui Isuc è associato. Il confronto ha alimentato i lavori preparatori della “riforma Berlinguer” del febbraio 2000, che inseriva la storia del Novecento nel curriculum dell’ultimo anno delle secondarie. Pilastri della progettazione: la trasmissione della memoria della Shoah, il rapporto tra storia e memoria, i meccanismi di costruzione della memoria, l’uso pubblico della storia, la conoscenza storica come prerequisito per ogni operazione di costruzione della memoria, la contestualizzazione dei fatti ricordati.

I luoghi alimentano la memoria

Nel biennio 2007-2008 viene attivato un progetto dal titolo esplicativo, Auschwitz: Giovani Memoria Luoghi. Così il luogo diventa documento, non solo mèta di pellegrinaggio rituale, stimola il protagonismo delle persone partecipanti al viaggio, che elaborano in quattro giorni una memoria collettiva fondata sule emozioni e sulle sensazioni individuali provate sul luogo, e sulle conoscenze storiche che il luogo motiva ad apprendere: le conoscenze scaturiscono dalle domande. Nel 2007 partecipano 50 ragazzꭡ di quattro scuole superiori della provincia di Perugia a cui si è unita la Consulta degli Studenti di Terni. Compito assunto: quello di raccontare l’esperienza a chi è rimastꜵ a casa. L’impegno è quello di farsi Testimoni di nuova generazione. Le scuole ed i comuni di provenienza organizzano per il 27 gennaio a tale scopo manifestazioni pubbliche. Tra queste anche uno spettacolo teatrale. Il Progetto si è avvalso della collaborazione di Janine Fournier, ispettrice del Provveditorato agli Studi di Perugia, e dell’assessorato alle Politiche giovanili della Provincia di Perugia di cui era titolare, all’epoca, Giuliano Granocchia.

Italia-Polonia , un ponte tra giovani generazioni

Nel 2009 alla formula iniziale si aggiungono elementi significativi: il focus si allarga dallo sterminio degli ebrei al contesto storico della vita e della cultura ebraica nelle città dell’Est; si allunga a 6 giorni la durata del viaggio, si includono luoghi come il ghetto di Varsavia e Cracovia, con il Kazimierz, la Fabbrica di Shindler, il Wawel. Si visita Auschwitz-Oświęcim con la novità della compresenza italiana e polacca: del Gymnazium VIII, con sede al quartiere ebraico di Cracovia, e del Lyceum XII della stessa città. Una giornata è dedicata per i laboratori, durante i quali ancora insieme si riflette per gruppi inter-nazionali sull’esperienza, sulle emozioni, sulle conoscenze. I laboratori sono condotti da stagisti dell’Isuc di lingua polacca coordinati dalla Sezione didattica. Merita una citazione particolare la “Giornata” del 2010, sviluppata nell’arco di un’intera settimana: “restituzione” dell’esperienza affidata alle scuole di Nocera Umbra, laboratori allestiti presso il Centro espositivo Rocca Paolina della Provincia di Perugia con proiezioni e testimonianze.

La cittadinanza europea cresce grazie alla memoria

Nel quinquennio 2015-2019 si attiva il Progetto per la costituzione di una cittadinanza europea. Si legge ancora il luogo insieme – italianꭡ e polacchꭡ – si finalizza la visita ad una mappatura dei Diritti allora negati che emergono dall’osservazione del luogo: documento comune per una verifica dei riscontri con la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. Le attività di laboratorio riflettono su memorie diverse, quella delle scolaresche dell’Umbria, costruita dal 2001 attraverso varie dimensioni (la scuola, la testimonianza, i media, il cinema, la musica), e quella degli studenti di Auschwitz-Oświęcim: al riguardo spicca il quaderno di lavoro, in due versioni linguistiche, intitolato L’adolescenza rubata. Ragazzi d’Europa durante il secondo conflitto mondiale. In Polonia, va sottolineato, la vicenda del campo di sterminio ad Auschwitz-Oświęcim ha un valore simbolico; tuttavia il sentimento diffuso mantiene qualche diffidenza nei confronti della memoria ebraica globale. E non sono marginali le istanze che la contestano.

In copertina, Memoriale della Shoah, foto dal profilo Flickr di Daniel Carrière

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