Una sfilata di moda
Editoriali

La nostra nuova veste grafica è una questione di sostanza

 

Le ragioni del nuovo sito. Cosa continueremo a fare e in cosa cercheremo di rinnovarci

Quello che avete sotto gli occhi, per le persone che ci conoscono appare a prima vista come una rivisitazione grafica del sito col quale siamo andati on line poco meno di due anni fa; per chi invece accede a queste pagine per la prima volta è una sorta di imprinting. Per entrambe le categorie può essere quindi utile una breve illustrazione delle ragioni che ci hanno portato a questa nuova veste, visto che esse non sono solo di carattere estetico ma rispondono a un’esigenza editoriale che è venuta maturando in questo scorcio della nostra attività.

Rimarremo una rivista di approfondimento che continuerà a evitare di farsi strozzare dalla velocità. Lo rimarremo perché riteniamo che la brevità e la fretta che caratterizzano il nostro tempo digital-seriale, che ha rimodellato anche il poco tempo analogico che ci rimane, sono formidabili avversarie del tentativo di comprendere le cose. Il risultato è una costante semplificazione che tracima in un semplicismo del tutto inefficace a fronteggiare questioni articolate.

Rimarremo una rivista che non teme di scegliersi la parte, perché sappiamo che la neutralità non esiste, e che anche solo la scelta dell’argomento da trattare è una prima infrazione di neutralità; perché sappiamo che dietro la neutralità si nasconde la trappola di un conformismo che finge di esserlo ma è tutt’altro che neutrale; e perché riteniamo il conformismo una pulizia etnica del pensiero, quindi nemico acerrimo da combattere, come la brevità e la fretta alle quali spesso siamo condannati e condannate. Riteniamo invece che la libera circolazione delle idee e il dispiegarsi del conflitto tra interessi motivati e trasparenti siano balsamo rigenerante per la presa di decisioni pubbliche, anzi comuni.

Su questi canoni, supportati da una costante crescita di attenzioni nei nostri confronti, innestiamo oggi una serie di novità.

La sezione “media”, che si comporrà di prodotti audio e video, l’abbiamo pensata perché la multimedialità è una formidabile apertura per cercare il mezzo giusto per raccontare cose di volta in volta differenti. Il web non è la fotocopia elettronica dei giornali di carta: è uno strumento che consente la convivenza di parola scritta, immagini e audio. Su questa tastiera polifonica vorremmo muoverci per rendere il veicolo dei nostri contenuti sempre più congruo e per rendere i contenuti fruibili anche a diverse fasce di pubblico che speriamo di far affezionare.

La sezione “stampa”, in cui voi lettori e lettrici potrete trovare al mattino le prime pagine dei quotidiani regionali, è un servizio che ambisce a fornire una panoramica di ciò che giornalmente viene offerto all’opinione pubblica, e da cui noi spesso peschiamo per cercare di capire poi cosa succede, andando alla ricerca di nessi più profondi.

La sezione “calenDiario”, in cui proponiamo un’agenda ragionata degli eventi a cui poter partecipare, è un modo per usare la leva della virtualità in cui ci troviamo per facilitare piazze fisiche, incontro di corpi e teste che sono ingredienti di intelligenza collettiva.

La sezione “dalla rete” è un’ammissione di limitatezza, che poi è un inedito in questi tempi che richiedono sempre più performance sovrumane. Lì vi proporremo letture dalle quali trarre spunti e trovare spiegazioni che noi non riusciamo a offrire.

Il tutto è legato da un amalgama: costruire un luogo in cui porre questioni per affrontarle in maniera adeguata; un luogo che rifugga dalla tirannia del “non ci sono alternative”, per liberarsi dalla quale occorre capire, motivare, e tessere.

Sappiamo che la stampa non gode di ottima reputazione, cosa che rende i progetti editoriali tremendamente faticosi da capire per il pubblico e da sviluppare per gli addetti ai lavori. Noi ci proviamo con trasparenza – che è qualità diversa dalla neutralità posticcia – consci dei nostri limiti ma anche delle necessità di riconnessione che avvertiamo, chiedendovi di darci una mano interloquendo, suggerendo incalzando, seguendoci, e supportandoci, se saremo nelle vostre corde.

Chiudiamo con un paio di ringraziamenti niente affatto di rito: a Matteo Boschi (di Ummon), prezioso sviluppatore che ha trovato soluzioni puntuali e tradotto in realtà quello che il nostro gruppo di lavoro aveva solo nella testa, a volte in maniera fumosa; e a Giordana Patumi, a cui si deve il disegno della nuova testata.

Foto da wikimedia commons

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