Un'immaine che evoca la figura dell'educatore
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A che punto è la storia dell’appalto per gli educatori di sostegno nelle scuole di Perugia

 

Il Comune ha diramato una comunicazione in cui parla di «aggiustamenti continui». Insegnanti e genitori inviano decine di email in cui elencano problemi a non finire. E nel mirino finiscono i curricula del personale selezionato dalla cooperativa che ha vinto l’appalto. Qualcuno li ha controllati? Ma da Palazzo dei Priori ancora non è arrivata risposta

Una email inviata dal Comune di Perugia ai genitori dei 384 alunni e alunne con disabilità coinvolti nella storia. Tante email di doglianze al Comune da parte di genitori e insegnanti. Una richiesta di chiarimento ufficiale che a tutt’oggi risulta inevasa. La storia dell’appalto per gli educatori e le educatrici di sostegno nelle scuole di Perugia – o il pasticciaccio, come l’abbiamo definito nel titolo del podcast con l’intervista alla mamma di una delle persone coinvolte – è più calda che mai, e pare avviata a finire davanti al Tar, visto che le cooperative Borgorete e Polis che dal 2000 gestivano il servizio sono intenzionate a fare ricorso. E dal Comune non arrivano i segnali richiesti.

ASCOLTA IL PODCAST: IL PASTICCIACCIO DEGLI EDUCATORI DI SOSTEGNO

Ma occorre andare con ordine per capire qualcosa di questa vicenda strampalata. Il Comune di Perugia, dopo avere indetto la gara di appalto, ha affidato il servizio al soggetto vincitore. Così, la cooperativa Aldia di Pavia è subentrata nel mezzo dell’anno scolastico, con decorrenza 1 gennaio 2022, nella gestione di un servizio delicatissimo, in quanto i 120 educatori ed educatrici che hanno operato fino al 31 dicembre scorso – almeno la metà dei quali sono stati sostituiti – avevano stabilito, in alcuni casi da anni, un rapporto fiduciario con le persone cui garantivano il proprio sostegno a scuola. Ne sono scaturiti disservizi, malintesi, in alcuni casi drammi per gli alunni e le alunne che hanno perso punti di riferimento fondamentali per il loro percorso educativo.

La situazione è arrivata a una criticità tale che la stessa dirigente comunale responsabile dell’intero procedimento della gara d’appalto, lo scorso 14 gennaio ha preso il computer e inviato una email ai genitori. «In questi primi giorni l’organizzazione ha necessitato di aggiustamenti continui finalizzati alla miglior calibratura dei servizi alle esigenze dei minori». Gli «aggiustamenti continui» di cui scrive la dirigente, potevano essere evitati facendo coincidere l’avvicendamento con l’inizio dell’anno scolastico (questo o il prossimo) ed evitando di calarlo come una mannaia nel pieno dell’attività scolastica. E poi quella locuzione, pur facendo intravedere lo sconquasso che si è venuto a creare in molte delle classi dei quindici istituti comprensivi e delle sei scuole superiori coinvolte, non rende bene l’idea. Che invece è ben tradotta in alcune delle mail delle persone che vivono all’interno delle scuola. «Le volevo esprimere il disagio che l’alunno a me affidato ed io stiamo provando dal rientro a scuola dopo le vacanze natalizie. Pietro è più irrequieto e, essendo affetto da una sindrome dello spettro autistico, cerca la sua cara routine che è stata spezzata», scrive un’insegnante di sostegno in una email in cui di fantasia c’è solo il nome dell’alunno. «Il nuovo operatore ha ammesso di non avere alcuna esperienza in ambito scolastico e di avere lavorato con persone disabili esclusivamente in servizi domiciliari, e di non avere svolto percorsi di formazione specifica in relazione alla disabilità», scrivono da un altro istituto.

Quello dei curricula delle persone chiamate da Aldia a sostituire il personale di Polis e Borgorete rischia di diventare un problema difficilissimo da gestire per il Comune. Nel presentare la documentazione per l’appalto che si sarebbe poi aggiudicato, la cooperativa di Pavia scriveva: «Del personale proposto 61 operatori (cioè il 56%) sono in possesso di Laurea in Scienze dell’Educazione o in Psicologia o in Scienze della Formazione Primaria o in Servizio Sociale […] 97 operatori su 109 hanno maturato al 31 ottobre 2021 più di 3 anni di esperienza professionale in servizi identici; 82 più di 3 anni in servizi analoghi. 62 operatori hanno effettuato formazione inerente alla professionalità richiesta nell’ultimo triennio». Per quanto riguarda le due figure di coordinamento delle educatrici e degli educatori che sarebbero stati assunti, la cooperativa pavese metteva nero su bianco addirittura nomi e cognomi con relativi curriculum. Solo che i nomi comunicati dal Comune di Perugia alle scuole al momento della presa di servizio non sono quelli che stanno scritti nella documentazione con cui Aldia si è aggiudicata l’appalto.

E a proposito dei curricula del personale c’è un punto, nel capitolato della gara d’appalto, che chiama in causa direttamente la dirigente comunale responsabile del procedimento. Nel capitolato si legge che «prima dell’inizio del servizio l’aggiudicatario sarà tenuto a comprovare il possesso dei requisiti del personale effettivamente impiegato con il deposito dei curricula sottoscritti dai soggetti che effettueranno il servizio. La non corrispondenza a verità di quanto dichiarato in sede di gara comporterà l’immediata decadenza dall’aggiudicazione». Ciò significa che Aldia deve aver depositato i curricula, e che qualcuno deve aver controllato che gli stessi erano aderenti a quanto dichiarato nella documentazione che ha consentito alla coop di Pavia di vincere l’appalto. È per questo che all’inizio della scorsa settimana è stato chiesto a Palazzo dei Priori se la verifica sia stata effettuata. Ma il Comune non ha fornito ancora nessuna delucidazione sul punto. Che è il punto.

Ora, è evidente che se davvero, come testimoniano molte delle email che stanno piovendo all’indirizzo del Comune, il personale proposto da Aldia non è in linea con quanto dichiarato, ci sarebbe la decadenza dell’appalto. Il punto dirimente allora a questo punto è che Palazzo dei Priori deve fare luce quanto prima sulla aderenza dei curricula presentati da Aldia con quelli inseriti dalla stessa cooperativa nella documentazione per partecipare alla gara d’appalto. Poiché se l’aderenza non vi fosse, ciò sarebbe comunque verificato dal Tar, che come detto, sarà chiamato a pronunciarsi sulla vicenda. Solo che a quel punto si sarebbero buttati mesi in cui a scuole, genitori, alunni e alunne sarebbe stato fornito un servizio non adeguato. Il condizionale è d’obbligo, poiché della verifica dei curricula – come detto – non si sa nulla, e sarebbe bene che la dirigente o chi per lei la ufficializzassero. Di certo invece, senza condizionale, ci sono problemi a non finire in quindici istituti comprensivi e in sei scuole superiori di Perugia, che stanno coinvolgendo centinaia di persone tra alunni, alunne, genitori e docenti. Ed era tutto ampiamente evitabile.

Foto da pxhere.com

8 commenti su “A che punto è la storia dell’appalto per gli educatori di sostegno nelle scuole di Perugia

  1. Questa e’ una situazione assolutamente incredibile!Non e’ accettabile che genitori,ragazzi ed educatori subiscano questo grave disservizio mentre il comune di Perugia non fornisce adeguate risposte!Sono profondamente indignata!!

  2. Se ,come leggo, i soggetti destinati al servizio , fossero diversi (anche solo uno) da quelli comunicati in sede di gara ci sarebbero gli estremi per revocarne l’aggiudicazione. Che sarebbe la cosa migliore x il responsabile di questo disastro sulla pelle di bimbi e famiglie!

  3. Come mai i vecchi educatori hanno rifiutato la nuova gestione abbandonando di fatto i ragazzi che avevano in affidamento da anni? Un minimo di responsabilità a mio avviso ce l’hanno anche loro

    1. Purtroppo decidere in 7 giorni non è stato facile. Noi lavoriamo in tanti altri servizi oltre a quello scolastico, ore che ci permettono di avere un contratto a tempo pieno. Passare con la nuova cooperativa significava ritrovarsi con metà ore e metà stipendio e da giugno a settembre con le scuole chiuse si rimane addirittura senza. Chi è passato è perché lavorava per la maggior parte delle ore a scuola.

    2. Probabilmente non vogliono lasciare il loro posto di lavoro per andare con una cooperativa di cui non hanno fiducia.

  4. Oggi la comunità Europea e le leggi attuali impongono che ogni Appalto devono essere fatti a livello Europeo e Nazionale, quindi le ditte e/o Cooperative tutte possono partecipare, ma il personale attualmente in forza, deve essere assorbito dalla vincitrice. Come mai questo non è accaduto???? . Ma i Sindacati cosa dicono. sono intervenuti ????

  5. ciao,
    leggo alcuni commenti e allibisco.
    Adesso la colpa è dei lavoratori che restano fedeli alla loro cooperativa?
    Ma che senso ha fare gare di appalto se tanto i lavoratori devono rimanere quelli della cooperativa che sta gestendo il servizio?
    Una gara ha senso se competono offerte diverse! I miei infissi oppure i tuoi, il mio progetto di un ponte oppure il tuo, la mia proposta di organizzazione di un evento oppure la tua, ecc.
    In questo caso una ditta lombarda ha offerto una squadra di oltre 100 coordinatori ed educatori che abitano al Nord e ha vinto l’appalto prendendo più punti proprio sulla qualità del personale. Subito si è smascherata la farsa dell’appalto e la miopia di chi ha scelto e sono apparse due incredibili incongruenze.
    La prima è che nessuno di quegli operatori e coordinatori offerti, che con i loro profili professionali hanno determinato la vittoria dell’appalto, è effettivamente arrivato a Perugia e il Comune fa finta di ignorare questo fatto, mentre dovrebbe revocare l’aggiudicazione all’azienda lombarda.
    La seconda è che oggi tutti dicono che i gestori precedenti erano bravissimi e che il valore più importante di questo servizio è la continuità relazionale tra operatori ed alunni. Che senso ha avuto allora premiare chi viene da fuori regione? Anche se fossero tutti fenomeni della pedagogia e anche se fossero tutti realmente sbarcati a Perugia, invece di rimanere a casa propria, è chiaro che per i bambini ci sarebbe stato un cambiamento traumatico.
    Che senso ha tutta questa vicenda?
    E’ possibile che dei procedimenti amministrativi asettici e a volte irrazionali prevalgano sulla sostanza delle cose e che un’Amministrazione degna di questo nome non ponga un rimedio a questo scandalo?

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