La cartina del Nodo di Perugia
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Un po’ di chiarezza sul Nodo di Perugia

 

Le campagne elettorali sono spesso il regno delle promesse mirabolanti, del fumo negli occhi e delle armi di distrazione di massa. Ma la questione del Nodo di Perugia (il tratto in rosso sull’immagine sopra) si è ormai del tutto sganciata da qualsiasi appiglio alla realtà e ha assunto le tinte di un romanzo fantasy. I fatti.

1) A più riprese, nel corso del 2021, cioè appena tre anni fa, il sindaco Romizi e la candidata del centrodestra che aspira a raccoglierne il testimone, Margherita Scoccia, esprimono perplessità sull’opera. Il 22 aprile, in Terza commissione consiliare, il sindaco dichiara che dopo settimane di studi e approfondimenti «la valutazione che il Comune di Perugia ha maturato è che questa opera non risulta essere risolutiva delle problematiche del traffico di ingresso nella nostra città». Sei mesi dopo, il 14 ottobre, sempre in Terza commissione, l’assessora all’Urbanistica e attuale candidata sindaca, sostiene che «la posizione del sindaco non può che essere quella votata all’unanimità dal Consiglio comunale, cioè di valutare soluzioni meno impattanti dal punto di vista ambientale e di potenziare la viabilità esistente». Nella stessa sede la dirigente del settore “Mobilità e infrastrutture” del Comune, Margherita Ambrosi, ribadisce che «la realizzazione del Nodo desta perplessità rispetto alla risoluzione delle problematiche locali».

2) Due anni dopo, il 7 settembre 2023, sempre davanti alla Terza commissione consiliare, è il capo dipartimento dell’Anas per l’Umbria, Lamberto Nibbi, a dire che «è evidente che il Nodino non può alleviare il traffico del Raccordo. Per questo bisognerebbe concludere tutto il Nodo e pensare che gli abitanti di Perugia lo percorrano perché c’è pure questo aspetto qua». Cioè: è certo che il Nodino (la variante di E45 da Collestrada a Montebello) non risolverà i problemi del traffico da e per Perugia; e non è neanche sicuro che quei problemi li risolva il Nodo nella sua completezza (Collestrada-Corciano), quando e se dovesse essere portato a conclusione.

3) Né il Nodo né il Nodino compaiono nell’allegato al Def (Documento di economia e finanza) in cui sono elencate le scelte relative agli investimenti per le opere giudicate prioritarie dal Governo.

4) Tra le cinque domande poste ai candidati a sindaco nel Forum organizzato lunedì 13 maggio dal Corriere dell’Umbria ce n’è una sul Nodo, cioè su un’opera per cui non sono previsti fondi dal parte del Governo, che non risolve i problemi del traffico nelle ore di punta né sul Raccordo né sul tratto di E45 tra Collestrada e Ponte San Giovanni, e sulla quale il Comune di Perugia ha scarsissimi poteri, se non quelli di vigilare per la salvaguardia del diritto alla salute dei suoi cittadini e dell’ambiente.

5) La candidata del centrosinistra evita di impalarsi sul Sì/No all’opera, tanto più che questa è pressoché un prodotto di fantasia, e dice che il compito del Comune è semmai quello di trovare soluzioni percorribili e realistiche per allentare la pressione del traffico nelle ore di punta in quell’area.

6) La candidata del centrodestra sulle prime capisce il contrario di quello che ha appena dichiarato la sua avversaria e si dice rallegrata per il suo Sì al Nodo. Poi, una volta capito che non è esattamente quella la posizione di Ferdinandi, il centrodestra inanella una serie di dichiarazioni che monopolizzano per giorni il dibattito sull’opera fantasy il cui coronamento arriva con due post su facebook di Margherita Scoccia in cui si sostiene che il Nodo è un «tema cruciale» e lo si definisce «un’opera strategica per decongestionare il traffico», cioè l’esatto contrario di quanto lei stessa e il sindaco suo mentore dichiaravano non più di tre anni fa senza che sia mai stata motivata l’inversione a U nel giudizio sull’opera.

7) Domenica 19 maggio Margherita Scoccia presenta il suo programma elettorale col quale chiede il voto di elettori ed elettrici per diventare sindaca. Nelle 28 pagine di quel documento non compare neanche una volta il riferimento al Nodo di Perugia, né al suo fratello minore, il Nodino. È come se Salvini non avesse inserito il Ponte sullo Stretto nel programma della Lega.

Conclusioni, anche qui andiamo per punti.

1) Si potrebbe trattare di pressapochismo nella stesura del programma. Chi l’ha messo nero su bianco ha dimenticato quanto l’opera fosse strategica per la candidata sindaca e lei stessa o chi per lei si è fatta sfuggire la cosa in sede di correzione di bozze.

2) Si potrebbe trattare di tatticismo esasperato: giocare cioè su una presunta contraddizione interna alla coalizione di centrosinistra. Peccato che si sta parlando di un’opera per la quale neanche il governo nazionale di centrodestra trova i soldi da investire. E comunque, anche in questo caso, per essere minimamente credibili un riferimento nel programma elettorale c’andava messo.

3) Il Nodo è uno dei fattori divisivi più scatenanti in città. Agitarlo da parte di una candidata il cui claim è diventato in queste settimane “Perugia è di tutti”, e per di più quando non c’è il becco di un quattrino per realizzarlo, è una contraddizione niente male.

Un commento su “Un po’ di chiarezza sul Nodo di Perugia

  1. Mi congratulo con chi ha scritto l’articolo, ha portato un po’ di chiarezza. Chissà che non si riesca a portare anche un po’ di chiarezza anche sul BRT? Un’opera titanica per Perugia, con un investimento eccezionale per la città che, se veramente un vanto ed una opportunità, il candidato sindaco, nonché attuale assessore all’urbanistica, avrebbe dovuto cavalcare, e su cui invece, dopo le rivelazioni di Via Chiusi, é calato il silenzio ed un muro di omertà!

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