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Più spese militari. Ecco come hanno votato i deputati umbri

 

Sulla guerra e sulle armi parole chiare, per favore. A cominciare dall’assunzione di responsabilità, prima di tutto da parte di coloro che siedono in Parlamento. Grazie al lavoro di scavo e documentazione che Open Polis svolge quotidianamente abbiamo la possibilità di conoscere, nome per nome, il voto espresso alla Camera dei deputati il 16 marzo 2022 sull’Ordine del giorno intitolato “Incremento delle spese per la Difesa verso il traguardo del 2 per cento del Pil”. La tabella che segue dà il resoconto di come si sono espresse le persone che rappresentano l’Umbria in Parlamento, in modo che l’opinione pubblica possa specchiarsi, riconoscendosi o meno, in chi ha votato.

Il voto dei parlamentari umbri sull'aumento delle spese militari

Per quello che possono valere le opinioni di chi scrive, in questo spazio vogliamo ribadire il valore assoluto del principio contenuto nell’articolo 11 della Costituzione italiana: ovvero il ripudio della guerra. Un ripudio rafforzato dall’esplicito divieto di inviare armi a paesi in guerra contenuto dalla legge 195 del 1990: nell’articolo 1 (paragrafo 6) è esplicitato il divieto di esportazione verso i Paesi in stato di conflitto armato. Una possibilità di deroga a quella norma è data in funzione di «diverse deliberazioni del Consiglio dei ministri, da adottare previo parere delle Camere». Un parere che le Camere (anzi solo quella dei Deputati) sono state chiamate ad esprimere ex-post: la votazione del 16 marzo serviva, infatti, a convertire il decreto legge del 25 febbraio contenente «disposizioni urgenti sulla crisi in Ucraìna». A quel progetto è stato collegato l’Ordine del giorno presentato da Roberto Paolo Ferrari (Lega) per l’aumento delle spese militari del quale abbiamo riportato l’orientamento espresso dai parlamentari eletti in Umbria.

Per completezza d’informazione va ricordato che con il decreto legge 28 febbraio 2022, n. 16, il Governo italiano ha ufficialmente autorizzato la consegna di armi. Il trasferimento concreto potrà avvenire «previo atto di indirizzo delle Camere».

Abbiamo messo un occhio anche in Toscana e per le scelte dei deputati e delle deputate di Siena, Arezzo e rispettive province, limitrofe all’Umbria. Ecco la tabella

Nella foto, la Brigata Sassari in esercitazione. Foto dal profilo Flickr del ministero della Difesa

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