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Arci Subasio. A Foligno un “porto sicuro” per solidarietà e innovazione sociale

riunione di Foligno solidale

Sommario:

Identificarsi con il luogo, il nome Subasio

L’Arci si apre alla comunità attraverso iniziative culturali

Attività sociali e culturali per tutte le generazioni

Direttivo giovane e partecipativo

Covid-19? La risposta è Foligno solidale

L’aiuto per Kaltrina

Tante iniziative quante sono le difficoltà

Soffrono tutti, uomini e donne, italiani e stranieri

Ad un primo sguardo sembra che il mondo in cui viviamo si proietti sempre più su uno stringente individualismo e che di conseguenza la società subisca delle continue fratture che la portano a sgretolarsi in tante piccole particelle. Uomo e donna in quanto individui prevalgono sul senso di collettività ed è davvero molto difficile stabilire delle reti che riescano a fare breccia nel vuoto che hanno lasciato soprattutto associazioni storiche e partiti. Aggiungiamo a questo stato di cose una pandemia mondiale che di fatto proibisce di incontrarsi e quindi di aggregarsi e il quadro di desolazione collettivo sembra essere completo. Ma se le associazioni che invece (r)esistono e sono radicate nel territorio riprendessero vigore in un periodo difficile come questo? Se si ponessero al centro costituendo una rete solidale e aiutassero in maniera concreta famiglie in difficoltà? Il circolo Arci Subasio in effetti ha fatto letteralmente un salto in avanti ponendosi dei quesiti che lo aiutassero ad entrare in contatto diretto con i cittadini, ad aprirsi in un periodo in cui era richiesto esplicitamente di isolarsi

di Veronica Perrone

Identificarsi con il luogo, il nome Subasio

Ma andiamo con ordine. Il circolo Arci Subasio nasce nel 1960 in via Emiliano Orfini, 14, a Foligno. Inizialmente Casa del popolo “Enrico Berlinguer” legata alla storia del Pci e quindi alla volontà dei comunisti di Foligno di avere un punto fisico di aggregazione, iniziò poi ad ospitare alcune attività, una delle quali fu proprio un circolo Arci che con il passare del tempo assunse il nome Subasio per identificarsi ancora più profondamente con la via dove si trova il fabbricato che ospita la struttura. Un “omaggio” anche alla maestosità del monte Subasio che fa da sfondo all’intera zona. A descriverci questa realtà è Vincenzo Falasca, sua voce storica e tesoriere.

L’Arci Subasio ha stratificato la sua attività fino a diventare un punto di riferimento in primis per i cittadini dell’intera Foligno ma anche per l’immediato circondario. Falasca fa notare che attualmente il circolo è l’unica struttura sociale rimasta attiva nel quartiere, perché al momento la zona non ha nessun tipo di presidio sociale che faccia riferimento al comune o ad altre associazioni, cosa che ha contribuito a rendere il circolo un punto fermo per il quartiere ma non solo perché con le attività che svolge riesce a richiamare tutta la città.

L’Arci si apre alla comunità attraverso iniziative culturali

«Il circolo – racconta Falasca – sin dalla sua nascita ha sempre cercato di differenziare le tante attività che organizzava, però è un dato di fatto che queste avevano un carattere prettamente politico anche perché al piano superiore c’è una sezione – ora del Pd, prima del Pci – che pur essendo indipendente dal circolo ma molto attiva, dava inevitabilmente una caratterizzazione politica all’intero luogo; ovviamente con l’eclissarsi del ruolo dei partiti anche questo profilo politico è venuto meno e quindi il circolo ha potuto esprimersi con attività ludiche, come il gioco delle bocce e il biliardo, e ricreative, dal momento che al suo interno dispone di un bar e di una sala TV. Da due anni siamo anche più attivi a livello culturale e sociale perché essendoci stato un ricambio nella composizione del direttivo si è profilato anche un cambio di rotta che va appunto verso una promozione culturale svolta principalmente attraverso l’organizzazione di concerti, attività musicali e presentazioni di libri».

Attività sociali e culturali per tutte le generazioni

Tale promozione culturale mira anche a creare delle solide collaborazioni che possano quindi aprire ulteriormente l’azione dell’Arci Subasio sul territorio di Foligno e umbro in generale. Falasca ne fa un elenco puntuale: «I nuovi ragazzi hanno stabilito una collaborazione divenuta stabile con Foligno libri e infatti proprio all’interno della rassegna di Foligno libri – tenutasi nell’ottobre 2020 – abbiamo presentato tre libri. Siamo riusciti a stabilire un rapporto continuativo anche con la Federazione italiana di bocce e abbiamo indetto anche un torneo amatoriale nell’agosto 2020 più volte rinviato. Abbiamo anche organizzato un dopo scuola e aiuto compiti per bambini con bisogni particolari – non era nulla di specifico dal punto di vista medico – e contiamo di riprendere l’attività quest’estate. Abbiamo stabilito dei rapporti con la Casa dei popoli che si occupa principalmente dell’inserimento sociale dei migranti e stiamo organizzando dei corsi di formazione linguistica, di primo accesso alla lingua italiana. In questo caso particolare stiamo cercando di rivolgerci soprattutto alle donne perché ci siamo resi conto che l’ostacolo più grande è il loro inserimento sociale dal momento che gli uomini in genere lavorano e quindi hanno lo stimolo ad imparare la lingua mentre le donne tendono a passare più tempo in casa e quindi hanno meno possibilità di integrazione. Abbiamo anche organizzato un ciclo di conferenze che è partito dal febbraio scorso con appuntamenti online e in presenza, insieme a Coscienza verde di Perugia con lo scopo di affrontare i temi della partecipazione democratica».

Direttivo giovane e partecipativo

Appuntamenti fissi e agenda fitta nonostante la pandemia che ha bloccato o limitato la maggior parte degli eventi. Comunque quello che salta all’occhio è che questo cambio di tendenza che mira ad un’apertura sulla comunità sembra che vada di pari passo e anzi che sia la conseguenza di un certo ricambio generazionale. Falasca lo conferma e aggiunge infatti che «l’Arci Subasio è molto frequentato dalle giovani generazioni ma è importante anche che non abbiamo perso quella componente adulta e questo lo si nota dal fatto che non appena abbiamo riaperto gli anziani hanno ripreso a giocare a carte e a bocce e hanno organizzato sfide con ragazzi e ragazze giovanissimi a cui hanno insegnato i trucchi del gioco, quindi vediamo un costante interscambio che fa piacere». I componenti del direttivo sono tredici, Fabrizio Ferrata è il presidente. «La persona più anziana all’interno del comitato – sottolinea Falasca – ha 55 anni mentre il più giovane ne ha 19, questo significa che il direttivo è sì giovane ma anche che ricopriamo una larga fascia d’età. Più in generale il circolo è frequentato da persone giovani, soprattutto trentenni, ma stiamo notando che la soglia d’età continua a scendere interessando anche fasce ancora più giovani. Una cosa positiva della nuova gestione e che ci tengo a sottolineare è che vediamo molte più donne rispetto a qualche anno fa; infatti mentre prima il circolo era frequentato e composto quasi interamente da uomini e se le donne lo frequentavano era sempre in veste di fidanzate di qualcuno, adesso ci sono proprio dei gruppi di ragazze che autonomamente vengono e sentono il posto accogliente anche per passare una serata in compagnia, e per noi questa è una grande conquista».

Covid-19? La risposta è Foligno solidale

Tra nuove figure nel direttivo, ragazzi e ragazze, collaborazioni che hanno portato il circolo a farsi promotore di iniziative culturali, si inserisce la pandemia da Covid-19 che ha fatto sicuramente da cesura segnando un prima e un dopo ma ha altresì fatto in modo che il circolo Subasio si ponesse delle domande rispetto alle problematiche che aveva di fronte quindi: come fare per aiutare concretamente le persone in difficoltà? Da questa semplice domanda è nata Foligno solidale. Falasca ne spiega tutta la genesi: «Ci siamo posti come promotori e punto di riferimento diventando associazione capofila di una rete di 25 realtà con circa 150 volontari operativi che si occupano di fare assistenza da un anno a questa parte. Il tutto inizialmente era partito come aiuto spesa, quindi consegna spesa e farmaci a domicilio, cosa che ovviamente ha avuto un picco quando ci sono state tante persone malate ma adesso per fortuna sta scemando.

Abbiamo però pensato di affiancare a questa iniziale attività un servizio di pacchi solidali che ora si è stabilizzato, così ogni 15 giorni consegniamo gratuitamente pacchi alle famiglie che ne hanno bisogno. Accanto a questo servizio che ci è sembrato ricoprisse le prime necessità, ci siamo accorti che in realtà i bisogni e quindi i disagi erano anche altri. Abbiamo attivato, quindi, un servizio di ascolto e supporto psicologico, con l’aiuto della rete ma anche dell’associazione Dedalo che ci ha consentito di inserirci all’interno di un progetto già attivo sul territorio, così da poter mettere a disposizione dei volontari formati e dei professionisti, quindi psicologi e psichiatri che possono garantire un percorso più articolato e lungo, anche questo a titolo gratuito. Nella pratica abbiamo istituito uno sportello di ascolto dove operano delle persone abituate alla mediazione culturale e all’ascolto psicologico e poi se c’è bisogno indirizziamo ad un team di psicologi che può dare un servizio più continuativo nel tempo. Alcune persone sono seguite da 6/7 mesi e sanno che tutte le volte in cui hanno bisogno possono contare su di noi. Nella volontà di rivolgerci anche ai più piccolini abbiamo anche attivato l’oasi del giocattolo. Inizialmente doveva essere una raccolta di soli giocattoli di seconda mano ma adesso raccogliamo tutto quello che riguarda i bambini e lo distribuiamo gratuitamente sia alle famiglie che agli asili o ai centri di accoglienza. Insieme a Informatici senza frontiere abbiamo organizzato anche un servizio di supporto informatico che comprende consulenza sulla gestione della didattica a distanza, dei collegamenti online, dello Spid (Sistema pubblico di identità digitale) o l’installazione di programmi, insomma mettiamo in campo un ulteriore aiuto per chi non ha dimestichezza con i mezzi informatici».

L’aiuto per Kaltrina

L’Arci Subasio, insieme a Foligno solidale, è riuscita a dare un aiuto concreto anche organizzando una raccolta fondi per una ragazza di Foligno, Kaltrina, che all’inizio del febbraio scorso aveva subìto una grave intossicazione alimentare ed era stata ricoverata d’urgenza ad Ancona, fatto che aveva costretto i genitori a lasciare il lavoro per poter stare vicino alla figlia. Falasca racconta che il circolo si è mobilitato immediatamente per aiutare la famiglia e ha indetto la raccolta che poi ha dovuto interrompere perché, spiega, «eravamo andati troppo oltre quello che ci aspettavamo, abbiamo raccolto quasi 10mila euro nel giro di 20 giorni e ci siamo detti che era il caso di fermarsi perché l’idea era dare una mano concreta in quel momento e non la raccolta fine a sé stessa». Falasca spiega che la faccenda si è conclusa nel migliore dei modi, infatti Kaltrina ha subìto il trapianto del fegato ed è potuta rientrare a casa.

Tante iniziative quante sono le difficoltà

Le iniziative sono numerose e riferendoci soprattutto a quelle nate durante la pandemia, quindi in un periodo in cui tante fragilità sono state più evidenti, sembra chiaro che abbiano richiamato molti cittadini. Falasca spiega che in realtà le varie attività stanno trovando solo ora una certa stabilità e che all’inizio sono state delle vere e proprie montagne russe ma i contatti in generale sono stati tantissimi considerando che già l’Arci di per sé è abbastanza partecipato – appena conclusa la campagna di tesseramento e in piena pandemia il numero dei soci ammonta a circa 350 unità, cosa straordinaria dal momento che in tempi normali si arrivava a soli 150/170 iscritti – e tenendo conto delle nuove iniziative si contano 52 famiglie a cui vengono consegnati i pacchi solidali, circa 30 persone sono seguite stabilmente dal servizio di supporto psicologico, mentre sono state fatte un centinaio di chiamate al centralino per la consegna spesa e farmaci e l’oasi del giocattolo ha un via vai continuo perché man mano che si diffonde la voce molte famiglie si fanno avanti.

Il circolo era partito da un semplice e immediato aiuto concreto ed è riuscito a strutturare un’intera rete che ha saputo riconoscere le varie problematiche e tenta di risolverle. Falasca spiega però quanto non sia scontato fare i conti con la realtà: «Sicuramente tutto questo ci ha dato grandi soddisfazioni ma anche enormi preoccupazioni perché ci siamo accorti che i bisogni sono tanti, diffusi e soprattutto permanenti perché siamo entrati in contatto con famiglie che al di là del Covid erano in difficoltà già prima e hanno visto peggiorare la loro situazione. Vogliamo che questa rete rimanga attiva e che quindi non sia più finalizzata solo alla crisi attuale, per questo siamo orientati a strutturarla in maniera costante e a creare sinergie con le varie associazioni dal momento che ci siamo resi conto che i problemi e i bisogni che ogni organizzazione incontra sono poi gli stessi, quindi mettendoli insieme possiamo utilizzare le risorse che abbiamo e aiutarci nei vari progetti». Falasca definisce la rete come un “coagulo di associazioni che riprendono tutti gli aspetti del vivere quotidiano” e ne elenca alcune: Al Islamiya, Comitato Prato Smeraldo, Omphalos Lgbti, Legambiente, Gruppo infanzia e adolescenza, Anpi, Daje Foligno, Avis, Banca del tempo, ecc.

Foligno solidale – incontro tra generazioni

Soffrono tutti, uomini e donne, italiani e stranieri

Fare i conti con la realtà significa anche rendersi conto del fatto che gli uomini e le donne in difficoltà sono per molta parte italiani. «Una particolarità che mi sento di sottolineare – continua Falasca – è che su alcune iniziative ci aspettavamo un’alta presenza di migranti o anche persone di recente trasferimento a Foligno mentre in realtà moltissimi sono italiani, infatti meno di un terzo sono di origine straniera e questo è un segnale importante. Un altro dato che ci è parso evidente è che le donne soffrono le povertà più gravi. Molte di loro hanno perso il lavoro in questo periodo, intere categorie – badanti, cameriere – che purtroppo non avevano un contratto regolare si sono ritrovate senza lavoro e tantomeno tutela. Abbiamo avuto il riscontro di molte donne in difficoltà, sole o separate con bambini. Su questo tema stiamo ragionando per capire come avere un risvolto nelle politiche sociali e quindi poter fare ragionamenti collettivi. Ci stiamo attrezzando anche per poter dare una mano concreta nella ricerca del lavoro, non è per niente facile ma il fatto che facciamo rete ci consente di pensare che abbiamo più possibilità di riuscita in quello che ci prefissiamo».

La grande famiglia di Foligno solidale nata da una pandemia si regge da sola, è autonoma, non ha contributi pubblici. «Raccogliamo beni alimentari e di prima necessità e donazioni con le quali facciamo la spesa che poi mettiamo a disposizione. Il servizio è aperto a tutti, soci e non, basta fare il numero di centralino che indichiamo in ogni iniziativa», dice Falasca, e aggiunge: «Se qualcuno vuole dare una mano in uno di questi settori può accedervi facilmente, viene inserito prima in una chat generica dove sono presenti tutte le 25 le associazioni e poi ci sono tante sotto-chat per ogni servizio che offriamo dove si può scegliere di partecipare. Ovviamente i vari gruppi sono “silenziosi” nel senso che vi si scrivono aggiornamenti, iniziative e belle notizie inerenti, insomma dove si è operativi. Non abbiamo preclusioni purché chi decide di aderire si riconosca nei principi democratici».

Per rimanere aggiornati sulle iniziative del circolo Arci Subasio basta visitare la pagina Facebook https://www.facebook.com/circoloarcisubasio mentre per visualizzare in maniera approfondita le singole iniziative e le associazioni che compongono la rete di Foligno solidale basta collegarsi alla pagina Facebook di Foligno solidale https://www.facebook.com/Folignosolidale.

Foto tratte dalle pagine Facebook di Foligno solidale e Circolo Arci Subasio

Ultimo aggiornamento 04/06/21

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