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La rete e il coronavirus, tutti i ritardi dell’Umbria

Banda Ultra larga

di Cristiana Mapelli

Il lavoro, la socialità, la comunicazione: al tempo del Covid-19 tutto passa dal web. «Oggi internet è una risorsa preziosa e come tale va utilizzata», così ha detto il ministro per l’Innovazione digitale, Paola Pisano, invitando a non abusare della rete. «Il traffico è aumentato molto – ha spiegato il ministro a SkyTg24 – ci sono problematiche in alcune ore, per la crescita della fruizione di videogiochi o di streaming di intrattenimento, in fasce orarie pomeridiane, mentre prima questi flussi erano previsti in serata. Gli operatori non sono preparati ad avere dei picchi in momenti della giornata differenti». L’immagine è quella di un’autostrada telematica che, nell’ora di punta, oltre che dai pendolari di ritorno dal lavoro, è percorsa anche dai chi va in villeggiatura. Il risultato è l’ingorgo e il traffico in tilt. Ai tempi del coronavirus tutto passa dal web: l’istruzione dei nostri figli, lo smartworking delle pubbliche amministrazione e dei privati, ma anche la voglia di intrattenimento a causa dell’isolamento domestico, c’è da chiedersi se la connessione del paese si è rivelata pronta ad ospitare  il nostro presente.

La strategia della Banda larga (Bul)

Partiamo dall’inizio. Il 3 marzo 2015, il Governo ha approvato, in coerenza con l’Agenda Europea 2020, la “Strategia italiana per la banda ultralarga” con la quale si intende coprire, entro il 2020, l’85% della popolazione con infrastrutture in grado di veicolare servizi a velocità pari e superiori a 100Mbps garantendo al contempo al 100% dei cittadini l’accesso alla rete ad almeno 30Mbps. Un’operazione che permette di intervenire direttamente nelle aree a fallimento di mercato, ovvero le cosiddette aree bianche.

Aree bianche

Sono quelle dove nessun operatore delle telecomunicazioni ha interesse ad investire risorse proprie perché non economicamente conveniente. L’intervento del Governo, in sinergia con le Regioni e i Comuni, ha consentito una maggiore coesione sociale e territoriale mediante l’accesso ai mezzi di comunicazione con una connessione iperveloce, superando il digital divide tra le aree a minore densità demografica e le aree più dinamiche da un punto di vista concorrenziale. Le aree bianche individuate includono circa il 24,6% della popolazione italiana e il 26% delle unità immobiliari, comprese le sedi di edifici pubblici come scuole e ospedali e le aree industriali. Le risorse impiegate sono pari a 3 miliardi di euro di cui circa 1,6 a valere su fondi nazionali (FSC) e circa 1,4 a valere su fondi regionali (FESR e FEASR). Tra il ministero dello Sviluppo economico e le amministrazioni locali, è stato siglato un accordo quadro con la la presidenza del Consiglio dei ministri e le Regioni per dare attuazione al piano.

Lo stato dei fatti

Diventa importante, a questo punto, chiedersi quale sia lo stato della banda ultra larga. Il Sole 24 Ore ha pubblicato una mappa che rivela i ritardi dell’Italia rispetto agli obiettivi di connettività di nuova generazione. I comuni eccellenti da questo punto di vista sono solo cinque, precisamente Cortina d’Ampezzo, in Veneto; Vertova, in Lombardia; Penna in Teverina, Castel Giorgio e Attigliano, in Umbria (tra i primi interessati alla posa della banda ultra larga).

Banda ultra larga in Umbria
Banda ultra larga in Umbria. Fonte Il Sole24ore

Il disegno è, anche per l’Umbria, quello di lavori completati in diversi comuni ma dove, tuttavia, la fibra non è ancora stata attivata. Se in molte zone i lavori di realizzazione delle infrastrutture sono in corso, o in approvazione del progetto esecutivo, oppure in attesa di autorizzazione, nella maggior parte d’Italia il progetto iniziale è ancora in pendenza di approvazione.  I dati del ministero dello Sviluppo economico e i ritardi per la copertura del bando Open Fiber hanno spostato al 2021 la data prevista al completamento dei lavori, a fine dell’anno non supereremo l’80%.

La Bul in Umbria

L’11 luglio 2016 il ministero dello Sviluppo economico (Mise) e la Regione hanno siglato un Accordo di programma per lo sviluppo della Bul stipulando le Convenzioni operative a valere sui fondi POR FESR 2014-2020 (€ 15.676.320) e sui fondi PSR FEASR 2014-2020 (€ 9.000.000). La Regione ha investito 56 milioni in tutti e 92 i Comuni che hanno aderito al Piano Bul ad esclusione dei maggiori centri urbani con l’obiettivo di garantire che almeno il 70 per cento della popolazione possa avere una connettività a 100 Megabit/s e la parte rimanente ad almeno 30 Megabit/s entro il 2020. Il Mise è il soggetto attuatore del progetto tramite la propria società in house Infratel Italia Spa la quale, con un bando, ha assegnato a Open Fiber la progettazione, costruzione e gestione dell’infrastruttura di rete per 20 anni.

Status Comuni umbri al 15 ottobre 2019. Fonte Regione Umbria.
Status Comuni umbri al 15 ottobre 2019. Fonte Regione Umbria.

L’obiettivo che la Regione si era data, era quello di connettere entro il 2020 128.924 immobili, tra pubbliche amministrazione e imprese, e più di 300.000 i cittadini. Allo stato attuale, come indicato sul sito del ministero dello Sviluppo economico  con una mappa aggiornata all’avvio dei lavori in data 3 marzo 2020 (secondo quanto dichiarato dagli operatori privati nella consultazione pubblica 2019) i lavori di digitalizzazione dell’Umbria hanno raggiunto l’85% delle unità immobiliari programmate hanno una copertura Nga (next generation acces) mentre solo il 44,7% è raggiunto da connessioni del tipo Nga – Vhcn, ovvero le più performanti, sempre in Fibra ottica e che arrivano a velocità maggiori di 100 mit/s in download.

Comuni dove la Bul è attiva e collaudata al 15 ottobre 2019. Fonte Regione Umbria
Comuni dove la Bul è attiva e collaudata al 15 ottobre 2019. Fonte Regione Umbria.

I ritardi nella tabella di marcia hanno fatto sì che, ai primi di marzo, alla vigilia dell’emergenza da Covid-19, la Regione abbia incontrato i rappresentanti delle società Open Fiber e Infratel Italia per definire le prossime azioni che verranno realizzate ai fini del completamento in Umbria del Piano Banda Ultra Larga. Durante la riunione nella sede del Broletto, è arrivata anche la conferma dei ritardi e la rassicurazione sullo sviluppo della tabella di marcia: spostato il termine entro cui terminare i lavori, ovvero il 2021, entro il quale Open Fiber si impegna a collaudare 44 Comuni sui 78 autorizzati. Come a dire affrettiamoci che il treno banda ultra larga sta passando.

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