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Bioagricoltura: le piccole aziende entrano nel mercato dei grandi acquirenti. La scommessa di Bio Fast Prime

Bio fast prime Un "amazon" a km zero per il cibo buono e sano

di Redazione

Incrementare i circa 75 milioni di euro di valore annuo* raggiunti dall’agricoltura e dalla zootecnia biologiche in Umbria (produzione e trasformazione).
Questo l’obiettivo di “Bio fast prime” (Bfp in sigla), una piattaforma informatica che punta a creare sistemi di logistica integrata in grado di agganciare la domanda espressa dai grossi acquirenti di prodotti bio: ristoranti, alberghi, strutture agrituristiche, mense scolastiche e aziendali, gruppi d’acquisto.
Il tutto senza escludere alcuni settori della Grande distribuzione organizzata sempre più attenta alla produzione di prossimità.

Finanziato dalla Misura 16.2.2 del Programma – Piano di sviluppo rurale della Regione dell’Umbria “Bio fast prime” consentirebbe anche ai piccoli e piccolissimi produttori di accedere in una rete distributiva da cui solitamente rimangono esclusi per il volume della loro offerta e per le tempistiche della loro raccolta.
L’idea è scattata dal confronto tra i titolari di aziende agricole** che hanno scelto la produzione organica, una rete di operatori informatici e Aiab Umbria: un insieme di persone consapevoli che il futuro dell’agricoltura di qualità dipenda (anche) dalla volontà di fare rete dei singoli operatori.
Utilizzando la piattaforma Bio Fast Prime potrebbero creare un’offerta dalla massa critica insolita che potrebbe essere anche uno strumento per aprire un confronto con la Grande distribuzione organizzata (Gdo) per strutturare un sistema dei prezzi più equilibrato e rispettoso della fase produttiva.
La riduzione della distanza tra chi produce e chi acquista si conferma l’unico strumento in grado di far pesare la forza complessiva di una miriade di piccole aziende che acquistano così un vantaggio competitivo nel rispetto della loro autonomia in tutto e per tutto: dalle sementi alle fatturazioni.

Come funziona Bio Fast Prime
La piattaforma è stata costruita sulla base dei problemi e delle conoscenze diffuse tra le aziende del settore: in questo modo “Bio fast prime” può trasformare le informazioni provenienti da ogni singolo produttore (tipo di coltivazione, quantità di prodotto disponibile, tempi di raccolta e consegna) in strumento operativo per tutta la rete degli aderenti.
Tali informazioni, una volta implementate, verrebbero incrociate con quelle dei gruppi d’acquisto Godo (di Aiab) per la catena logistica e di consumo.
Dalla loro elaborazione, curata dai partner tecnologici** del progetto, vengono costruiti modelli predittivi, ovvero in grado di cogliere anche gli orientamenti potenziali e il genere di domanda “in arrivo”.
Un insieme di dati e quadri previsionali su cui prendere decisioni in grado di aumentare la resa della produzione, l’efficacia delle azioni scelte e la loro economicità.
Tutte informazioni che vengono condivise anche con il mondo del consumo per puntare alla convenienza economica e alla sostenibilità ambientale della catena logistica.
* Il quadro statistico
La scarsità di studi scientifici sul valore economico della produzione agricola bio dell’Umbria consente di effettuare delle stime approssimative.
La tabella riporta in dettaglio una mappa delle produzioni agricole in campo. Al totale di circa 67 milioni di euro ne vanno aggiunti circa 8 (sempre stimati) per la produzione di carne e formaggi.
Per la stesura della “mappa” sono stati utilizzati i dati contenuti dalle “anticipazioni” sull’annata 2019 preparate dal Sinab (in collaborazione con Ismea e Ciheam Bari). Queste riferiscono di 43.302 ettari di superficie coltivata. I dati sul valore per ettaro – anno derivano da un’elaborazione delle tabelle con le quotazioni medie delle Produzioni lorde standard (Ps) biologiche, a cui sono stati applicati correttivi statistici (e agronomici) per ottenere un prezzo medio plausibile.

Coltivazioni bio

Superficie coltivata ha

/ha/anno-media ponder.

Valore totale in €

cereali

5.792

1.212,75

7.024.248

proteiche

632

2.826,50

1.786.348

radice

43

5.164,50

222.073

industriali

1.326

1.202,22

1.594.146

foraggiere

7.874

600,50

4.728.337

altri seminativi

200

2.046,00

409.200

orticole

1.408

14.944,50

21.041.856

frutta

129

14.125,00

1.822.125

frutta in guscio

543

2.739,00

1.487.277

vite

900

8.775,00

7.897.500

olivo

5.596

2.343,00

13.111.428

prati e pascoli

18.859

311,00

5.865.149

totale

43.302

66.989.688

Fonte: Sinab – anticipazioni annata 2019. Con Mipaaf, Ismea, Ciheam Bari

A spiegare le potenzialità della piattaforma, Stefano Fancelli, legale rappresentante di Bio Fast Prime.  Perché la piattaforma Bio Fast Prime può rappresentare un valore aggiunto per alberghi, ristoranti e mense scolastiche?

“Immaginate un servizio veloce come Amazon, affidabile come le migliori società di consegne, ma totalmente organizzato e gestito con prodotti biologici del vostro territorio, a chilometro zero e di altissima qualità. Immaginate quale valore aggiunto può portare un servizio di questo tipo per un albergo che vuole promuovere la qualità del cibo umbro e l’esperienza del contatto diretto con i produttori biologici del suo territorio. Immaginate il gusto speciale di un piatto che ha una storia alle spalle di ingredienti unici, freschi, deliziosi, salutari, di alta qualità e che puoi vedere crescere dalla finestra del ristorante.
Immaginate il valore di un cibo rispettoso dell’ambiente, sano, salutare, biologico che offra ai giovani un nutrimento di alta qualità e un esempio di come l’organizzazione dei produttori e la tecnologia possano contribuire alla salvaguardia dell’ambiente. Ecco questo è Bio Fast Prime: Marketing territoriale, innovazione tecnologica, sostenibilità economica, sociale e ambientale della supply chain, un alto valore etico e una missione di salvaguardia dell’ambiente uniti in un’unica piattaforma di logistica integrata”.

Quali categorie di alimenti bio performano sul mercato di riferimento?

“Tutti gli alimenti freschi, le produzioni stagionali di alta qualità, ma anche i prodotti di nicchia e di eccellenza, grazie a Bio Fast Prime i piccoli produttori biologici possono incontrare il grande pubblico, con una piattaforma che li mette in condizione di entrare in un mercato così impegnativo ed essere competitivi con i migliori servizi di delivery oggi presenti”.

Qual è il ruolo dell’innovazione in questo ambito?

“L’innovazione è essenziale: sia per i modelli di previsione e programmazione delle produzioni, che assicurano redditività e sostenibilità ai produttori, sia per il modello di analisi dei dati di consumo, che alimenta un sistema intelligente di previsione dei consumi e dell’evoluzione del mercato, sia ancora per il modello di gestione della logistica sul territorio. Bio Fast Prime è un modello di democratizzazione della tecnologia, di diffusione delle opportunità offerte dalle tecnologie digitali al servizio del nostro territorio, per accrescere il valore e la redditività delle produzioni agricole”.

** Chi siamo
▸ Capofila: Azienda agricola Melagrani, di Fabio Berna.
▸ Aziende agricole partner: Lombrico felice, Soc. Agr. Reno sas, Il Buiolo, Podere della Quercia,
Luppolo Made in Italy (rete di imprese).
▸ Al progetto partecipa l’AIAB, Associazione italiana Agricoltura Biologica tramite i Gruppi organizzati domanda – offerta, Godo
▸ Aziende tecnologiche (entrambe start-up): ETI3, Gruppo 01 Sistemi, FaberBee in collaborazione con Par-Tec Spa.

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