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Frigolandia, un appello dagli Usa

Una vignetta di Ulderico Sbarra

di Ulderico Sbarra

La campagna per salvare Frigolandia, la cui esistenza è messa a repentaglio dal comune di Giano dell’Umbria, che vorrebbe sfrattare la creatura di Vincenzo Sparagna dalla sede in cui è ospitata, sta proseguendo con alcune importanti novità. Il nostro appello insieme a quello di altri, ha avuto il merito di allargare la sensibilità e la conoscenza su tutta la vicenda aiutando la raccolta di firme e la presentazione di due interpellanze, una parlamentare da parte di Nicola Fratoianni e l’altra regionale da parte dei Pd. Qualcosa si è fatto, ma seppur utile non è ancora abbastanza: servirebbero un attivismo e una visibilità diversi, capaci di andare oltre il minimalismo delle interpellanze.

Come abbiamo già avuto modo di rilevare, la battaglia culturale e politica con un’amministrazione comunale oscurantista come quella di Giano dell’Umbria, sarebbe un’occasione per l’opposizione e per chi ancora si considera di sinistra o progressista per costruire una battaglia politica e magari provare anche attraverso vicende come questa a riconquistare un po’ di credibilità e magari scaldare qualche cuore. Peraltro della vicenda era stato interessato il ministro Franceschini, che ad oggi non ha ancora dato segni di vita, mentre i tempi stringono e il Tar è prossimo ad esprimersi. Questo per ricordare che anche attivare un ministero di riferimento potrebbe essere estremamente importante.

La vicenda di Frigolandia purtroppo non fa che mettere in evidenza, se ve ne fosse bisogno, la pochezza dell’azione dell’opposizione, l’incapacità di cogliere gli eventi e farli diventare azione politica partecipata, la chiusura totale all’interno delle istituzioni e nella comunicazione on line. Andrebbe coinvolta la gente, andrebbero promossi iniziative, incontri, dibattiti, concerti, per far diventare la vicenda un fatto politico-culturale, un confronto-scontro di civiltà tra innovazione e oscurantismo, in una regione che va lentamente regredendo anche nel campo dei diritti e dei valori di riferimento, in cui si parla a sproposito di Rinascimento ma si respira sempre di più un clima da Medioevo, dove il confronto politico rassomiglia alla lotta per le investiture, e le feste e le cene si fanno medioevali.

In attesa che qualcuno si svegli, alleghiamo una lettera inviata al sindaco e alla giunta del comune di Giano dell’Umbria in difesa di Frigolandia, da parte di una ricercatrice che lavora e vive negli Usa (presso l’università dell’indiana), a testimonianza del valore e dell’attenzione che la vicenda racchiude e dell’importanza che assumerebbe una battaglia d’avanguardia e progressista come quella qui ricordata.

Spettabile Sindaco e spettabile Giunta,

scrivo in relazione alla possibile chiusura di Frigolandia, luogo e centro di eccezionale importanza per chiunque si occupi dello studio della cultura popolare e delle arti visive nell’Italia contemporanea. Presento brevemente le mie credenziali per far capire che parlo da studiosa del settore. Sto concludendo il mio dottorato di ricerca presso l’Indiana University – Bloomington (Stati Uniti), con una tesi sull’influenza di Andrea Pazienza sulla cultura italiana degli ultimi quarant’anni e sul suo imprescindibile contributo alla storia del fumetto italiano. Questo ateneo è particolarmente specializzato nello studio della cultura popolare, nonché della controcultura affermatasi, in Italia, soprattutto a partire dagli anni Settanta. In precedenza, ho conseguito la Laurea magistrale in Filologia moderna all’Università di Pavia, approfondendo il settore delle letterature comparate e dei fumetti. Benché Pazienza, divenuta presto un’icona nel panorama estetico e nella coscienza artistica del nostro Paese, non necessiti di presentazioni, vi chiedo gentilmente di dedicare alcuni minuti alla lettura delle considerazioni che seguono, in nome della rilevanza artistica delle riviste d’arte, letteratura, fumetti, satira, informazione e critica con cui ilfumettista ha collaborato e presso cui si è formato, soprattutto il Male e Frigidaire. Indiscusso e profondo è l’impatto di queste fucine culturali e di quanti vi hanno preso parte rispetto al corso della storia dell’espressione intellettuale in Italia: la loro eredità è a tutt’oggi misurabile in un insieme di generi, mezzi di comunicazione, stili, correnti, tendenze e forme espressive.

Grata della tutela fino ad oggi garantita alla Repubblica di Frigolandia da parte del Comune di Giano dell’Umbria e della sua amministrazione comunale, mi rivolgo a lei, come certamente immagina, per pregarla di ritirare I’ordinanza di sgombero di questo centro culturale. II notevole patrimonio archivistico di carattere editoriale e artistico di Frigolandia costituisce una miniera di materiale di ricerca per studiosi, cultori e specialisti di letteratura, pittura, cinema, fumetto, giornalismo, media, di orientamenti e metodi disparati, impegnati nell’analisi delle varie forme dell’espressione artistica contemporanea in Italia. Le attività promosse da Frigolandia – pubblicazioni, mostre, incontri di studio e dibattito, intorno alle personalità intellettuali e artistiche che si sono avvicendate intorno a Frigidaire e al suo direttore Vincenzo Sparagna, testimoniano impegno e serietà encomiabili. Svariate sono le figure coinvolte nei progetti che si sono originati dalla leggendaria redazione di Frigidaire, o prossime ad essa, e impagabile è il lora contributo allo sviluppo culturale italiano. Tra queste personalità, mi permetta di menzionare i fondatori, tutti fumettisti conosciuti e celebrati, Pazienza, Tanino Liberatore, Stefano Tamburini, Massimo Mattioli e Filippo Scozzari, oltre a figure intellettuali che operano in altri settori artistici: solo per citare alcuni nomi, il poeta Valerio Magrelli, il pittore e videoartista Mario Schifano; la critica d’arte Francesca Alinovi, it regista Renato de Maria, lo sceneggiatore Menotti (Roberto Marchionni), l’attore Ugo Tognazzi.

La vitalità artistica e l’influenza da parte delle voci e delle firme che hanno partecipato al progetto Frigidaire trovano ampio riscontro nella loro celebrazione da parte di diverse figure culturali di spicco del panorama culturale italiano. Pazienza e Frigidaire sono stati apertamente celebrati da esponenti intellettuali noti a livello internazionale: dai registi Roberto Benigni e Paolo Virzì agli scrittori Stefano Benni, Enrico Brizzi, Giorgio Pressburger, Tommaso Pincio, allo studioso Franco Moretti, fino agli ideatori del programma televisivo Propaganda Live Makkox e Zoro. Dalla sua nascita, così necessaria alla formazione di Pazienza, Frigidaire ha percorso e modellato la storia culturale italiana: non solo quella del fumetto, il cui volto oggi non sarebbe lo stesso se Vincenzo Sparagna nel lontano 1980 non avesse fondato questa rivista.

Vi prego, dunque, di non negare a chi si occupa di cultura italiana contemporanea, la possibilità di continuare a visitare Frigolandia e studiare il suo patrimonio, al cui valore documentario si accompagna una forte spinta artistica, quale, ad esempio, il Maivismo, movimento giocoso, ma non per questo meno efficace negli intenti e meritevole di attenzione critica. Le personalità sopra menzionate non sono che una minima parte dei testimoni della lungimiranza intellettuale di Sparagna e della redazione di Frigidaire. La soppressione di Frigolandia determinerebbe in questo senso una perdita gravissima in un Paese che si trova già in seria difficoltà per quanta riguarda it sostegno degli studi umanistici e delle iniziative artistiche, e che costringe diversi laureati e giovani ricercatori a emigrare per proseguire la propria carriera.

Carlotta Vacchelli

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