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Visioni possibili per il post Covid19 [podcast]

Due giovani donne che si fanno un selfie
In questo spazio “laboratorio” Cronache Umbre ospita i primi risultati del lavoro formativo che la redazione ha deciso di svolgere con coloro che vogliono cimentarsi con le molteplici attività dell’area comunicazione. Ad esordire è Giorgio Fagioli, laureando in Comunicazione pubblica, digitale e d’impresa presso il Dipartimento di scienze politiche dell’Università di Perugia. Appassionato di scrittura e di suono sperimenta un prodotto bi-dimensionale, testo e parola: potete infatti fruire il contenuto in podcast o leggendo e ascoltando le interviste che si inseriscono nel testo. L’argomento, in questo scorcio del 2020, non poteva non riguardare l’epidemia di Covid19 e gli effetti che si possono intravvedere quando ancora l’intera società ne è avvolta.

di Giorgio Fagioli

Ascolta il podcast completo:

Persone anziane, famiglie fragili, lavoratori precari, studenti, ma anche presente, futuro, incertezza: sono temi che sollecitano uno sforzo di analisi. La domanda è: come si vive in Umbria questa situazione e quale potrebbe essere la prospettiva futura finito questo periodo di emergenza? Ho proposto a Cronache Umbre una “ricognizione d’ ascolto” in un gruppo di 23-32enni caratterizzati da un titolo d’istruzione elevato (laurea) e da una forte propensione ad affermarsi nei settori di maggior interesse.

Anna, 24 anni, studia Medicina e Chirurgia, all’Università di Perugia:

Questo intervento ci permette di delineare la realtà che debbono affrontare studenti/lavoratori, che si trovano a dover gestire la propria vita immersa nell’emergenza Covid-19. In questo caso, Anna, ha la possibilità di continuare ad acquistare i beni di prima necessità, ma ci sono, studenti, o nuclei familiari che non ci riescono. Secondo i dati di Anci Umbria nella prima settimana del “bando” per i buoni-spesa statali sono arrivate oltre 8 mila domande, di cui 4 mila per il comune di Perugia e mille per quello di Terni. Secondo i dati Istat, nel 2018 la popolazione dell’Umbria ammontava a 882.015 persone e, basandoci su questo dato, vorrebbe dire che le domande, ancora parziali, corrisponderebbero allo 0,9% e si sta parlando di famiglie che si trovano in difficoltà solo per fare la spesa e quindi da escludere tutte le utenze e le altre spese accessorie.

Francesca (32 anni) lavora come rappresentante di prodotti integratori, che pone l’attenzione sul tema dell’intervento da parte dei comuni:

Francesca ha una visione critica, rispetto alle azioni di sostegno sociale che vengono effettuate. La Protezione Civile della nostra Regione è presente in quasi tutti i Comuni, inoltre il sistema di protezione sociale del Comune di Perugia ha attivato una molteplicità di servizi in collaborazione. Un esempio per tutti: il servizio “spesa a casa” per la popolazione over 65. Un commento generato dallo stato d’isolamento in cui si trovano le persone anziane a cui non arrivano le informazioni necessarie a causa della inesperienza nell’utilizzo dei nuovi mezzi di informazione e non sempre figli e nipoti sono presenti per aiutarli. Esistono molte realtà di volontariato nel territorio regionale come ad esempio l’Auser, l’Anteas e l’Apici che si occupano di assistenza agli anziani e non solo. Tuttavia se il cittadino non dispone delle conoscenze indispensabili in una situazione inedita le difficoltà si moltiplicano. Le giovani generazioni che si accingono ad entrare nel mondo del lavoro hanno altri sguardi.

Cecilia, 28 anni, videomaker e laureanda alla magistrale in Comunicazione pubblica, digitale e d’impresa di Scienze Politiche di Perugia:

Cecilia focalizza il problema sulla difficoltà di trovare lavoro come videomaker o lavori affini, perché a Perugia ci sono poche possibilità di crescita professionale, rispetto ad altre città dove la comunicazione, la pubblicità e perché no?, il cinema, hanno un impatto molto più forte e diverso in base al luogo. La stessa Università di Perugia, offre un pacchetto di corsi di laurea, almeno in comunicazione e parlo per esperienza personale, che potrebbe essere potenziato sul piano pratico o laboratoriale. Solo in questi ultimi anni sono stati attivati dei corsi professionalizzanti ad integrazione delle materie teoriche. Per un neolaureato se la preparazione fosse più orientata al mondo del lavoro, anche sul piano pratico, il panorama regionale potrebbe essere più attraente.

Giulia, 30 anni, laureata in Giurisprudenza lavora all’Università di Perugia:

La spesa online e la didattica online, al momento sono l’unico modo per poter continuare l’insegnamento e per riuscire a stare in linea con un cambiamento obbligato. Abbiamo la visione del mondo accademico non solo dal lato studentesco ma anche dal lato più interno. A proposito della didattica, invece, rimando ad un articolo scritto da Fabrizio Marcucci per ulteriori approfondimenti. Per quanto riguarda la possibilità della spesa online, tra le tante iniziative vi cito quella di Andrea Pieri che ha semplicemente creato un gruppo Facebook chiamato Restiamo a casa, la spesa viene da noi, Perugia e dintorni, dove è possibile mettersi in contatto con le aziende e farsi portare la spesa direttamente a casa.

Michele, 26 anni, laureando in Mediazione Linguistica di Perugia:

La poca circolazione di denaro e le difficoltà delle piccole imprese a generare lavoro per far ripartire l’economia, temi molto importanti. Le PMI in base ad un’analisi svolta da Prometeia nel 2019 costituiscono circa il 68% dei ricavi della nostra Regione. Di sicuro sarà un impatto grande per molte di loro. Alcune aziende, pur di non chiudere, si sono affidate all’e-commerce in maniera del tutto autonoma. L’utilizzo dei social, in questa situazione è determinante per far continuare a smuovere il mercato.

Andrea, 23 anni, studente in Comunicazione, al primo anno di laurea magistrale a Bologna:

Il tempo, da parte di Andrea, ma anche di Michele, è un fattore molto determinante in questa situazione ed è vero, ma d’altra parte non possiamo fare altro che adeguarci per ora ed aspettare ma nel contempo sfruttare questo tempo per pensare e progettare una ripresa. Considerando gli innumerevoli luoghi di attrazione turistica religiosa, paesaggistica e culturale è difficile, ma non impossibile pronosticare qualcosa. Di sicuro molti esercizi commerciali risentono e risentiranno di questo fermo forzato ma noi cosa possiamo fare a riguardo? Cercare di incentivare e promuovere il turismo locale, appena sarà possibile.

Diego, 32 anni, insegna italiano e storia all’Istituto Leonardi di Perugia, e pensa all’economia trainata dalla cultura e dalla formazione:

Si torna a parlare di tessuto economico dell’Umbria e di piccole e medie imprese con la speranza che ci siano manovre e incentivi da parte del Governo in aiuto alle stesse.

Quello di cui ci sarà bisogno sarà la liquidità, per far smuovere l’economia e come farlo? La visione di Diego è quella duplice di incentivare l’arrivo di studenti stranieri, in particolare di cinesi che costituiscono il 2.7% del totale nel 2019, con i dati dell’Istat e la seconda, ovvero di ripristinare il programma Garanzia Giovani per immettere ragazzi dai 15 ai 29 disoccupati nel mondo del lavoro. Infatti sul sito dell’Arpal si parla di una futura riattivazione, ma non si conoscono i tempi e le modalità di erogazione.

Ilaria, 23 anni, laureanda alla magistrale in Comunicazione pubblica, digitale e d’impresa di Scienze politiche di Perugia:

Piccole e medie imprese come opportunità che però vanno colte. Il nostro sistema universitario, dovrebbe fare da ponte tra le aziende e i neolaureati. Servizio che è presente, è si tratta del job placement, dell’Università degli Studi di Perugia, che permette il collegamento tra le due realtà, ma andrebbe potenziato. Quest’anno si è svolto il progetto “LavoriA.M.O.”, promosso dalla Fondazione Emblema di Bologna, che ha coinvolto circa 80 studenti universitari, tra cui il sottoscritto, ed è stato trattato l’orientamento al lavoro. È stata un’iniziativa che consiglierei di ripetere anche se non è stata sfruttata al massimo in quanto le adesioni sono state poche. I seminari e le varie attività sono stati interessanti ed esaustivi ed hanno aperto una “finestra” per gli studenti sul mondo del lavoro cercando di rendere disponibili informazioni e risorse a tutte le parti coinvolte: studenti, università e mondo del lavoro.

Valentina, 23 anni, studentessa in Strategic Communication alla Iulm di Milano:

In merito alle Pmi al momento quello che risulta essere presente è un’iniziativa che permette, leggo testualmente nel sito Pmi Resto al sud. Contributo a fondo perduto fino al 35% e finanziamento a tasso agevolato fino al 65% per la costituzione di nuove imprese da parte di giovani imprenditori nelle aree colpite dal sisma del 2016. Valentina parla del processo di digitalizzazione, che almeno in Umbria è stato iniziato nel 2017. Questa situazione ha accelerato i processi anche per quanto riguarda lo smart working e il co-working (in questa categoria rientrano anche alcune realtà come Binario 5 alla stazione Fontivegge di Perugia, e Hub Corciano), infatti non sono poche le aziende che hanno optato per questa soluzione. La stessa Università di Perugia citata in precedenza, gli istituti superiori, la pubblica amministrazione, ma anche aziende private come ad esempio il produttore di olio Monini.

Daniele, 25 anni, neo-laureato in Sviluppo Rurale e Sostenibile del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali di Perugia:

Daniele mette in risalto che la forza della nostra regione è il territorio stesso. Ci troviamo in una regione resiliente, e quindi pronta a ripartire nonostante le avversità. Nonostante i problemi che potrebbero esserci con la mancanza di lavoratori stranieri per l’agricoltura, si sta ipotizzando da parte della Cia (Confederazione italiana agricoltori), ma nulla di ufficiale, di optare per il coinvolgimento di cittadini umbri per far fronte a questa situazione.

Visioni che, anche se tra le righe e non proprio palesemente, alimentano la voglia di pensare in positivo al futuro pur non disponendo, al momento, di scenari ben definiti.

Foto di Mircea Iancu da www.pixabay.com
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